martedì 11 agosto 2015

A volte tornano...con calma

Un piccolo ricordo dalle appena terminate ferie.
Da notare il vocabolo "ferie" di cui mi avvalgo solo per aver lavorato un mese! La gente che si spacca la schiena tutto l'anno ha il diritto di insultarmi.
Io però, boicottando il sinonimo "vacanze", che suona terribilmente da teenager, mi sento più grande.

Tempio G, Parco archeologico di Selinunte.

lunedì 1 giugno 2015

Incostanza

É da un po' che non aggiorno il blog, ne sono consapevole.  E so benissimo di avervi detto che avrei scritto di Palma il Vecchio e del nuovo film di Sorrentino, eppure niente! Nemmeno a distanza mi sono degnata di adempire a tale compito! Potevo anche fare a meno di dirvelo (anche se non ve ne frega proprio nulla di quello che scrivo o prometto).
E allora ecco, mi rendo conto solo ora che nell'introduzione a questa apertura di mio blog, mi sono dimenticata di elencarvi una delle mie più rilevanti caratteristiche: io sono vergognosamente incostante.
Non chiedetemi di guardare serie tv perché non ho la capacità di fissarmi l'impegno di farlo. Se proprio ce la dovessi fare, la cosa dura una stagione, al massimo due, ma poi per me, il meglio é già stato dato e non riesco a proseguire oltre.
Non pensiate nemmeno sia in grado di curarmi di qualche essere animato: non ho animali domestici ma in famiglia ha soggiornato per forse meno di un anno un canarino, il cui originalissimo nome era Cip. Ora, di questo canarino se ne occupava mia sorella (e si intende cura affettiva perché a pulire i cadeaux profumati ci pensava mia mamma ovviamente). Ma ciò che importa é che nemmeno un canarino si é riusciti a tenere perché CIP dopo poco tempo é migrato nella soffitta dei nonni e pare abbia poi avuto anche una famiglia!
Ho invece personalmente provato a prendermi cura di un Bonsai, un ficus retusa per la precisione, ma nemmeno con il vegetale la mia costanza ha dato prova di durevolezza: 3 mesi di cure amorevoli, abbeveraggi accurati con strumenti casalinghi di vario genere ma poi... É bastato un impegno e una improvvisa partenza di un mese per Roma a condurre nell'oblio il povero alberello nano. E sono sincera, le mie cure si stavano affievolendo già prima di partire! Che disastro.
Nemmeno se si parla della mia salute le cose tendono a migliorare: vado dal dottore, pretendo di avere risposte chiare su precisi sintomi che mi affliggono e, non convinta della diagnosi pervenuta, mi ritrovo a distanza di due settimane ad abbandonare i consigli medici prescritti.
Non vi sto a parlare delle diete inconcluse... Questo credo sia più che chiaro, e in merito vedasi sezione Ricette.
Che altro? Non so, non mi viene in mente altro ma a me basta avervi detto questo.
Solo, non rimanete delusi se non replico a ciò che predico in questo spazio di condivisione.

Sono le 22.22, porta sfiga leggere l'ora così, mi sa. Bene!

mercoledì 20 maggio 2015

Qualcosa di buono in tv e non solo



So che nessuno ha bisogno del mio blog per sapere cosa ci sarà di interessante in tv stasera o nelle sere a seguire, ma ...ma, boh, chissene frega, ve lo dico lo stesso.

1. Un film che non mi è piaciuto subito, ma che ho apprezzato al secondo tentativo (e meno male!) ed è La Grande Bellezza, domani sera 21.30 su Canale 5.
Premio Oscar come migliore film straniero, regia di Paolo Sorrentino, attore protagonista: Toni Servillo, anno 2013.
La citazione da Celine, Viaggio al termine della Notte, con cui ha inizio il film, è degna della mia più grande ammirazione.

 «Viaggiare è molto utile, fa lavorare l'immaginazione, il resto è solo delusioni e pene. Il viaggio che ci è dato è interamente immaginario: ecco la sua forza, va dalla vita alla morte. Uomini, bestie, città e cose: è tutto inventato»


2. Un film delicato e genuino sulla mafia (non della pesantezza  delle parole di Saviano, né drammaticamente difficile come un documentario in materia) che non ho ancora visto ma che voglio assolutamente vedere: è La Mafia uccide solo d'Estate, commedia drammatica di Pif, anno 2013, sarà sabato su Rai 1 alle 21.30.

3. Non è in tv ma al cinema, stasera, in anteprima e in contemporanea all'uscita del film al Festival di Cannes: è The Youth, di Paolo Sorrentino. Domani vi riporto una mia personale recensione, se non mi faccio vincere dalla pigrizia!

mercoledì 13 maggio 2015

Feeling fat and happy

Quando la sera non c'è niente in tv... mani in pasta and get fat!
Ci vediamo domani a colazione, my beloved crostata.


Skippa a ricette random per scoprire di cosa si tratta.

domenica 10 maggio 2015

Expo...online

In attesa del mio capacitarmi sul difficile tema Expo 2015 - sul quale attualmente osservo una via inevitabilmente critica perché catapultata di recente nella concreta realtà della disoccupazione e del mal governo - ho trascorso un po' di tempo a spulciare il sito dedicato all'evento per capirne qualcosa.
Non è stato molto facile: tanti, forse troppi contenuti, mille rimandi a sezioni diverse disperse nel sito.
Non mi dilungherò a parlare dell'evento in sé, il cui valore storico e culturale è indubbiamente il mezzo attraverso cui sorvolare su tutto ciò che è andato storto e che tutt'ora non va in questo progetto.

Perciò visto che di cibo e di buona cucina in questo blog si parla abbondantemente, di questo sito vi invito a esplorare la sezione WORLDRECIPES, un portale aperto a tutti, dove chiunque nel mondo può condividere le proprie ricette e postarle come in un gigantesco blog, inserendosi in una vera community mondiale (visita http://community-worldrecipes.expo2015.org/it/ ).


Attualmente è il mio indiscusso sostituto al solito Giallozafferano, perché si può davvero trovare di tutto: dalle ricette più semplici e tradizionali a quelle più ricercate, pubblicate dagli chef ambassador di Expo. 
Gli autori del ricettario worldrecipes sono media publisher, food blogger, chef, associazioni e consorzi di tutto il mondo. E' organizzato in percorsi di navigazione per paesi, cucine nel mondo, gruppi di ingredienti e caratteristiche nutrizionali.
I dati sono davvero sbalorditivi: la community coinvolge 144 paesi, è presente da oltre 16 mesi, le ricette pubblicate sono 10mila. 
Un modo semplice e accattivante per diffondere e valorizzare la cultura alimentare nel mondo e sostenere la politica dello sharing food and ideas.
Beh, non mi resta che partecipare e diventare un contributor del progetto worldrecipes!

Puoi approfondire e creare un tuo profilo anche tramite profilo Facebook, Twitter e Google plus:

venerdì 8 maggio 2015

L'arte temuta

Cos'è quell'immagine che hai impostato come sfondo del layout?
Ve la siete posta questa domanda? Se sì, eccovi la risposta, se no...vi beccate lo stesso la storia che vi sto per raccontare.




Ai Weiwei: Evidence 

6,000 sgabelli in legno

Martin-Gropius-Bau, Berlino

3 Aprile 2014 -7 Luglio 2014






E' la sua installazione più grande, occupa 3000 metri quadri, articolati nelle 18 stanze della Berlin Martin-Gropius- Bau ed è stata ideata per questo specifico spazio. Un'opera, dal carattere marcatamente politico e comunicativo. Evidence, nel significato di Prova, dell' estro artistico. 
Questi sgabelli provengono dalle dinastie Ming e Quing e sono stati raccolti dai villaggi che occupano il nord della Cina. Un oggetto domestico piuttosto comune e semplice, la cui forma e design, rimane sempre uguale nei secoli. Si dispongono l'uno accanto all'altro quasi a creare un filo comunicativo unico, invariabile e comune a tutti, un filo dal profilo legnoso che consente il dialogo tra individui diversi ma fatti di una medesima sostanza. 

Si chiama Ai Weiwei ed è un artista contemporaneo cinese, attivista e designer, la cui carriera artistica e la sua intera vita creativa e non, è altamente limitata dalle oppressive leggi della dittatura cinese. Sono ben poche le opere che non contengono allusioni alla questione "Cina e Occidente".


E' infatti grazie al suo trasferimento a New York che egli ha potuto iniziare attivamente a svolgere e far conoscere la propria arte, ma ha lavorato anche in Cina, dove, durante la sua formazione, tornava periodicamente: la fondazione dell'Archivio delle Arti Cinesi nel 1997 è uno degli eventi più significativi.
Egli non può esporre in alcun museo cinese e a causa di questa "staticità", Ai Weiwei ha deciso di esprimersi nel web, tramite diverse piattaforme social. Il suo blog, aperto nel 2006 è stato costretto a chiudere dalle autorità nel 2009.
Per la sua opposizione al regime è stato tenuto in arresto per 81 giorni, dal 2 aprile al 22 giugno del 2011. E' stato confinato in una località segreta e alcuna notizia è stata mai riportata ai media sulle sue condizioni benché il caso fosse diventato d'interesse mondiale.
A sensibilizzare la causa per la liberazione si sono mossi i principali musei del mondo: alla Tate Modern di Londra che ha ospitato l'installazione "Sunflower seeds" (per approfondire: http://bcove.me/bvocamlr) è stata lanciata una petizione online che richiedeva la revisione dei diritti e la libertà d'espressione in Cina, auspicando l'immediata liberazione dell'artista. Anche l'Italia, attraverso l'Associazione Pulitzer ha raccolto migliaia di firme a favore di Ai Weiwei.
Il 22 giugno, dopo il pagamento di una cauzione , l'artista è stato liberato. Ma da allora gli è stato impedito di espatriare e attualmente è tenuto in osservazione da centinaia di telecamere piazzate nel suo studio, unico luogo in cui è concesso all'artista di creare ed esprimere la propria voce.
Nonostante queste pessime condizioni civili, Ai Weiwei continua a rifiutare questo status quo e si batte quotidianamente attraverso le infinite forme della sua arte concettuale, per la libertà d'espressione, per l'equa partizioni dei poteri governativi e per la democrazia. 

Questi sono soli pochi accenni su un artista che meriterebbe una conoscenza più estesa, perché la sua arte parla di attualità, di condizioni contemporanee che hanno invece il sapore di antiche dittature di secoli antichi.
Per saperne di più:


mercoledì 6 maggio 2015

Prima che sia troppo tardi

Scala dei Turchi, Luglio 2013
Estate 2013, Sicilia, Flavia e Coralie prima della partenza per Boston.
Quella figurina rossa sono io, quella bianca è Coralie e quella che non vedete, che ha fatto click con la macchina fotografica, è Flavia. Quell'estate ci avventurammo per una settimana tra alcune delle più incantevoli località dell'isola. 
Questa è la Scala dei Turchi, riserva naturale di Realmonte in provincia di Agrigento.

Questa meraviglia della natura evoca le forme di un corpo umano, sinuoso e femminile. Non spigoloso, ma curvilineo e rotondeggiante, non aspro ma dolce e delicato.

Quello che si prova nel camminare su questa quasi soffice montagna bianca a strapiombo sul mare, è un'emozione adrenalinica indescrivibile. Il passaggio che si intravede dopo Coralie, dove la parete sembra interrompersi, è quello più complesso da percorrere, ma non è pericoloso e una volta attraversato il "peggio è passato".
Questa parete rocciosa è di natura calcarea e argillosa, motivo per cui il suo colore è di un bianco puro e candido come la spiaggia, dalla sabbia molto chiara.
Fino ad una decina di anni fa, questa località non era ancora una famosa attrazione turistica e alla scala si poteva ancora respirare un'aria quasi lunare. 
Oggi la situazione è cambiata ma bastano alcune accortezze per godere di quella sensazione. Questo, per esempio, è il periodo perfetto per andare a fare un'escursione in zona: il tempo è già dei più gradevoli e la massa dei turisti d'Agosto sta scartabellando sulle scrivanie dei propri uffici!



lunedì 4 maggio 2015

Risotto fuori stagione

Risotto pere, gorgonzola e noci
Anche questa volta ho azzardato con un esperimento. I piatti sono due, perchè M.V., anche questa volta, si è prestato come cavia per un mio nuovo piatto da chef stellato. E' proprio un piatto da ristorante, diciamolo! Perché questo risotto (sì, fuori stagione, siamo a Maggio, ma fuori piove e fa freddo), non è venuto affatto male! La ricetta, as usual, la trovate nella pagina Ricette Random.

giovedì 30 aprile 2015

Glamour selfie-chic

Era un soleggiato pomeriggio d'Aprile, lunedì 20 per l'esattezza, e mi aggiravo dopo un pranzo/meeting di lavoro a casa di Eva, nei pressi del Colosseo, in cerca di un buon punto da cui fotografarlo.
Decido di riprenderlo spostandomi verso l'Arco di Costantino, dove inizia la via San Gregorio, incorniciata dagli splendidi cipressi maritimmi che colorano di verde tutta Roma.
Mi apposto a pochi metri dall'Arco e mi accovaccio a terra, in cerca di una buona prospettiva. In momenti del genere, visto che la posizione non è delle più comode, semplicemente preghi affinché nessuno si piazzi davanti alla tua inquadratura o si trattenga incuriosito nel tuo raggio.
Fare una preghiera del genere, a Roma, e più precisamente al Colosseo equivale a chiedere un miracolo. Per cui santa pazienza e via.
Se però all'interno dell'inquadratura subentrano soggetti di un certo tipo, il tutto si fa più interessante e divertente. Ed è ciò che è successo: due simpatiche ragazze afroamericane si sono divertite a farsi dei selfie davanti all'imperiale opera architettonica, aiutandosi con uno di quei fantastici selfie-stick che tanto vanno di moda adesso e con cui tutti i vucumprà si aggirano con aria quasi minacciosa...sì, perché potrebbero benissimo essere un'arma letale.
Per cui eccovi la foto che ne è uscita. Non sarà l'immagine idilliaca che tutti abbiamo di Roma, ma è un attualissimo selfie-chic! (Questo neologismo l'ho coniato sul momento, se esiste già, chiedo venia  a chi di merito per averlo creato, altrimenti mi prendo i diritti d'autore).


mercoledì 29 aprile 2015

martedì 28 aprile 2015

lunedì 27 aprile 2015

Incontro con Palma il Vecchio!


Eccomi. Questa sono io, accanto alla pubblicità per la mostra di Palma il Vecchio, attualmente in corso alla Gamec di Bergamo e aperta fino al 21 Giugno.
Perchè Palma? e perchè si chiama Palma? e perchè Vecchio? e perchè una prima mondiale a Bergamo?
Ve lo spiego domani, ora devo continuare a scrivere un articolo su di lui!

Nel frattempo vi lascio una foto con le mie super amiche Flavia e Coralie, after exhibition! Facce soddisfatte direi ;)



domenica 26 aprile 2015

Il Pranzo della Domenica

Si sa che, nelle migliori famiglie italiane, non è una vera domenica se la mamma matrona non si mette a spignattare dalle 6 del mattino per preparare il gran pranzo del giorno di festa.
La domenica, proprio la domenica? Quando tutto vorresti sentire fuorché il suono di una sveglia!
Ma va bene, sono cose che capirò quando avrò una famiglia e sarò madre.
Io da buona figlia 24enne me ne sono uscita a fare una camminata salutare all'aria aperta con il babbo, e ho lasciato mia madre in preda alla confusione più totale tra tre padelle da tenere sott'occhio e un'aspirapolvere da passare. " Se devi passare l'aspirapolvere, fallo ora, mentre non ci siamo" disse mio padre per evitare, al ritorno, lo stridulo rumore del demoniaco cattura polvere.
Così al rientro troviamo tutto pronto, o quasi. Mossa da generosità, mi sono offerta di tagliare le fragole, il fine pasto stagionale che tanto adoro.
Non usiamo mai mangiare primo e secondo in un sol pasto, per cui oggi è andata così:
Paccheri con melanzane fritte, salsiccia e cipolla in agrodolce. Non so cosa vi possa comunicare, ma per è stata una grande gioia.
Ognuno di questi ingredienti ha a che fare con le origini della mia famiglia e forse per questo i loro sapori mi coinvolgono così tanto...oserei dire, mi commuovono.
La salsiccia è stata importata nel nostro freezer lo scorso 15 marzo, quando i miei zii di Jesi, in provincia di Ancona, sono arrivati con un carico di cibo in occasione della mia laurea. Mia zia jesina è sorella di mia madre, nativa di Castelplanio ma cresciuta  Jesi. "Se l'avessi fatta con la salsiccia di qui, non sarebbe venuta così buona" ha esclamato orgogliosa mia madre.
Le melanzane: un amore nato in Sicilia, splendida e gioviale isola di cui invece è originario mio padre. Cucinate in tutti i modi, le melanzane sono un cibo a cui non potrei mai rinunciare. Alla parmigiana, grigliate, nella caponata, nella pasta alla norma...capite che le mie zie sicule, di Mazara del Vallo, hanno saputo far maturare il mio palato e quello di mia sorella Giulia, in un certo sublim modo.
Così le cipolle e i paccheri, il basilico, la menta e il peperoncino sono tutti ingredienti della nostra tradizione familiare. Se vai a Jesi o a Mazara, quando torni a casa, a Desenzano del Garda città dove sei cresciuta e dove ti aspettano tutti i tuoi cari e amici, sai cosa portare su, sai che con quel cibo, quel prodotto artigianale farai felice qualcuno.
Ma quando invece i cari "di giù" mi chiedono: "Cosa mi porti di tipico da Desenzano?" un profondo silenzio mi rapisce e per spezzarlo mi azzardo a dire "una sbrisolona", sperando non sappiano sia un tipico dolce mantovano!

Tra i giardini di Villa Borghese


Si chiama Pietro Canonica, è lo scultore che ha realizzato il busto di questa giovane donna ed è l'artista a cui è dedicato un piccolo museo gioiello, nascosto tra le vie pedonali dei verdi giardini di Villa Borghese.
1869 è l'anno della sua nascita e gli anni successivi, quella della formazione e della crescita sono quelli dell'Unità d'Italia, un evento che forgerà la morale, l'etica e anche il senso estetico di questo artista. Nativo di Moncalieri (1869) si trasferisce a Torino per frequentare l'Accademia Albertina e poi a Roma nel 1922. Partecipa alle esposizioni universali, si fa conoscere dall'aristocrazia cittadina, diventa senatore a vita nel 1950 e lavora per committenze pubbliche e private. E' chiamato per realizzare busti e ritratti celebrativi, apprezzati perché evocativi della tradizione italiana, la cui identità si andava formando e non poteva che guardare ai valori del passato per configurarsi.

Il museo è un esempio di casa d'artista: all'interno si posso ammirare non solo sculture in marmo e bronzo, ma anche bozzetti e calchi preparatori in gesso. Un vero e proprio atelier dove il visitatore può immergersi in quella che fu non solo una bottega ma anche un luogo dove all'arte, in senso universale, veniva data eterna forma.
E' un luogo contenuto, intimo, silenzioso, un antro nel quale si entra spensieratamente, per curiosità o per interesse mentre si passeggia nei verdeggianti e  quasi pastorali giardini di Villa Borghese. 

Questa particolare scultura, che ho fotografato durante una soleggiata domenica mattina di Aprile, si chiama Rimembranze, è datato al 1916 ed è stato elegantemente forgiato da un blocco unico di marmo. Nei suoi panneggi, nelle sue ciocche ricciolute e nella tenerezza dell'incarnato, questa donna anonima nell'identità ma non nel sentimento, comunica il ricordo, la nostalgia, la rassegnazione, il dolore, forse rimpianti e rimorsi. 

“Scopo dell’artista è quello di studiare il vero nella forma più pura, concentrando in essa il massimo del sentimento”.

Il museo, facente parte dei Musei in Comune di Roma, è ad ingresso gratuito, per cui non si può non visitare!
Insieme a questa scultura se ne possono ammirare molte altre. Ma se siete di Roma o di zone limitrofe, rimandate la vostra visita a fine Agosto, quando una delle sculture più comunicative rientrerà dalla mostra "La grande Guerra", attualmente in corso alle Gallerie d'Italia a Milano.
Non ve ne riporto una fotografia...se ho aguzzato la vostra curiosità la cercherete personalmente!

venerdì 24 aprile 2015

Lauree e fantasia

Sprazzi di vita quotidiana, fotografie di viaggio, cibo e vino, recensioni di film, interessi musicali, riflessioni sulla società (ma anche no, per quello ci sono già mille testate giornalistiche, autorevoli e non).
Blog di una giovane neolaureata disoccupata. Ma perchè non ti sei presa una laurea in Economia invece che in Storia dell'Arte? Non lo sai che con la cultura non si mangia?
Il mio personale modo di rispondere alle scomode domande tipo che mi vengono poste quotidianamente.