Ricette Random

Crostataricottacioccolatocanditiacaso

E' una crostata, un classico. Ma niente marmellata please: qui si parla di ricotta (comprate quella buona al banco gastronomia, e per favore non prendete quelle poltiglie simil-Philadelfia delle solite marche), condita con pezzetti di cioccolato fondente e canditi. I canditi in realtà  sono un optional, anzi a me nemmeno piacciono, ma un po' di economia domestica a volte non fa male e siccome questi canditi aperti giacevano da un po' di tempo nel loro scomparto, quasi dimenticati, tra zucchero a velo, lievito e bustine di té, ho pensato di piazzarli dentro la crostata - evitandone spreco e scadenza.

Ah, prima che inizi ad elencarvi ingredienti e procedura, dovete sapere che io ho un problema con il burro, motivo per cui non faccio spesso dolci e per il quale a volte non vengono bene; ne dimezzo sempre le dosi o cerco di sostituirlo con qualcosa di più sano. Certo è, che se uno fa un dolce non è perché sta a dieta, quindi voi direte "e metticelo 'sto burro" però no, è più forte di me.

Quindi ecco a voi una ricetta ad hoc per una crostata di cui non ricorderete solo il sentore burroso che di solito vi assale (e ti rimane addosso lì, sì, tra le labbra e le narici) azzannando una fetta di crostata.
Perciò procedete così:
75 gr burro
75 gr yogurt bianco
300gr farina 00
125gr zucchero
1 uovo (uno basta, non mettete le solite 2/3 uova)
1 pizzico di sale
1/2 bustina lievito

400 gr ricotta
100gr cioccolato fondente
canditi random
zucchero qb (a vostro sentore ma non esagerate, troppo renderebbe il tutto stucchevole)

Si parte come sempre da burro zucchero e uovo. Poi yogurt e farina con lievito e sale. Quando avrete finito di assemblare tutto con una forchetta via a giocare con il pongo! Impastate un po', senza lavorare troppo il composto e una volta finito, dimenticatelo in frigo per 30minuti, dopo aver avuto l'accortezza di avvolgerlo nella pellicola.




Nel frattempo in una ciotola si prepara il ripieno: mescolate ricotta, zucchero e cioccolato sminuzzato (plus canditi se volete). Lo versate sulla frolla che avrete steso su una teglia di...24cm? sì, e coprite il tutto con delle belle striscioline (abbiate un po' di decoro e non fate una grata da prigione, disponetele in senso diagonale e verrà tutt'altra cosa!).




Via in forno a 180 gradi per 40/45 minuti.
La mia è dentro da mezz'ora ed è meglio vada a controllarla prima che si bruci!
Ci aggiorniamo a breve con foto reportage del pargolo!
















Risotto pere, gorgonzola e noci.

Anche questo pare sia un classico, ma non per me. Dai, chi si azzarda a mettere la frutta nei primi o secondi piatti, di solito non è una persona comune, ma uno che se ne intende, che ha un certo palato, e che sa apprezzare dei sapori inconsueti. Perciò sì, dopo averlo assaggiato, posso dire che le pere nel risotto ci stanno proprio bene.

Anche questa volta non ho seguito alla lettera la ricetta che ho trovato da un famoso sito di cucina (sì, lo usi anche tu, come me comune mortale, il sito GialloZafferano, lo so).
Per cui ho usato la cipolla invece dello scalogno perché non ne ero munita in casa (ma in effetti, riconosco che è preferibile) e non ho frullato la metà della dose di pere indicata perché temevo si sentisse troppo la dolcezza del frutto. Il rischio era rovinare l'armonia e l'equilibrio tra i diversi ingredienti, che grazie alla mia tecnica accorta, non è stato guastato!

Ingredienti x 2:
200gr di riso (questo non è di marca ma è del delta del Po, costa meno di tutti i classici risi marca, ma vi assicuro che è più buono!)
1/4 di cipolla
brodo vegetale (la mia amica Francesca mi odierà, ma io ho usato il dado, non c'era tempo da perdere!)
1 pera abate
50gr gorgonzola
1 manciata di noci
olio, sale e pepe.


Classico metodo: tostare il riso nel soffritto di olio e cipolla, sfumare con un goccio di vino bianco (l'unico caso in cui un Tavernello può andare bene, ma io avevo un Custoza aperto in frigo e ho usato quello). Si procede aggiungendo poco per volta il brodo con un mestolo. Solo verso fine cottura si aggiungono la pere a dadini, il gorgonzola - che si scioglierà da solo- e le noci tritate e una leggera spolverata di pepe.
Noi ci abbiamo abbinato un Gewurztraminer dell'Alsazia, temperatura fresca ad hoc e gusto fruttato perfetto per questo piatto!


Salmone in crosta di pistacchi. E altro.

Quando si cucina per qualcuno, quando si ha un ospite con cui si vuole fare bella figura, è buona norma cucinare il proprio "cavallo di battaglia" ed evitare curiosi esperimenti mai collaudati in casa propria.
E' capitato che io, per una rarissima volta, abbia voluto seguire il mio istinto ( e chi mi conosce mi darebbe un premio per questa mossa di coraggio antirazionalista) e così ho deciso di cucinare a casa di M.V. ( senza gli strumenti necessari - ragazzi, nemmeno un tagliere né un coltello per sminuzzare!) un nuovissimo salmone in crosta di pistacchi. Non che sia chissà quale ricetta gourmet, e non è nemmeno una pietanza così originale ma sempre un azzardo è stato.

Ingredienti x 2 persone:
2 filetti di salmone (noi abbiamo smezzato anche il terzo, prova che era buono!)
30gr di pistacchi (dose indicativa, boh era mezza bustina)
pangrattato qb (o cracker sbriciolati, perchè M. non ha nemmeno gli essenziali in casa)
sale, pepe, olio qb

Munitevi di un buon coltello o sei siete evoluti di un mixer.
Sminuzzate i pistacchi con il pangrattato. Salate, pepate e poi massaggiate con poco olio (è una bella sensazione, fatelo con passione) i filetti di salmone, privati della pelle - vi serve un buon coltello anche in questo caso-.
Impanateli nel mix di pistacchi e poi disponeteli su una teglia (con carta forno, sì, M. non aveva nemmeno questa) e cuocete a 200gradi per 20 min. In realtà si sono cotti subito, forse anche in meno tempo, ma buttateci un occhio ogni tanto.

Per accompagnare: insalata siciliana, freschissima, buonissima di finocchi, arancia pelata a vivo e olive nere (quelle già snocciolate, un po' schiacciate, si capisce?) condita con olio, sale e pepe -abbondante pepe-.
Vino? un buon vino bianco, bello fresco o un prosecco. Noi ci abbiamo bevuto un Traminer, forse.


L'Amatriciana sbagliata

Tra i piatti su cui più la gente si dimena a trovare la vera e autentica ricetta, non può mancare l'Amatriciana. Guanciale? Pancetta? Pomodori pelati o a pezzettoni? Cipolla o aglio?...forse scalogno? Pepe o Peperoncino? Aromi di qualche tipo? Parmigiano o pecorino?
Da quello che mi pare di aver capito la ricetta originale prevede il minimo indispensabile degli ingredienti. A Roma ho assaporato dei bucatini all'amatriciana che probabilmente avevano solo pomodoro, guanciale, pecorino e pepe.
Ma io oggi a casa ho questi ingredienti e la faccio così:

Ingredienti x 4 persone:
400gr di spaghettoni, o mezze maniche (devo ancora decidere)
olio qb
mezza cipolla
100gr di pancetta (ideale per amatriciana, c'è scritto sulla confezione!)
200gr di pomodorini in scatola
peperoncino
prezzemolo qb
sale e acqua bollente

Niente, è davvero rapido e indolore.

Su un pentolino: olio, peperoncino, cipolla tagliata grossolanamente (non mettetevi a piangere per favore), pancetta (io l'ho battuta un po' perchè i pezzi erano troppo ciccioni). Dopo aver rosolato e croccantizzato la pancetta versate i pomodorini e lasciate cuocere a fuoco basso per 20min. Il sughetto deve sobbollire e restringere. Il mio è attualmente in cottura ...quindi la ricetta dovrebbe concludersi qui ma vi anticipo i passaggi successivi.

Spegnete il sugo, quando la pasta è cotta la condite, la irrorate di prezzemolo e parmigiano e se magna!







Spaghetti con la mollica, o [muddrica] per i siciliani

Questo piatto lo può davvero fare chiunque. Non dite "ah, ma io non so nemmeno cucinare un uovo al tegamino" perchè questo è ancora più facile.
Semplice ma gustoso e saziante:

Ingredienti x 4 persone:
400 gr di spaghettoni ( 1etto a testa sì, 80gr è per chi sta a dieta!)
4/5 acciughe sott'olio
olio qb
aglio 1 spicchio (si toglie via dopo aver rosolato)
peperoncino (dipende da quanto siete hot!)
una punta di concentrato di pomodoro
pangrattato (mollica fresca per i siciliani che ne posso godere)
mandorle, una manciata
prezzemolo qb
parimigiano qb
sale grosso, acqua bollente per la pasta.

Sembrano tanti, ma sono tutti ingredienti poveri, economici e che avete sempre a casa.

Per prima cosa si tostano in un padellino (senza olio) le mandorle. Si fanno raffreddare e si sminuzzano. Nello stesso padellino si versa del pangrattato (la dose non esiste, versatene a riempire il padellino, non troppo perchè sarà il vostro "parimgiano"), un cucchiaio di parmigiano, un cucchiaio d'olio, il prezzemolo tritato, le mandorle e si fa tostare il tutto finchè la mollica non si "abbrusca".
In un altro pentolino: olio, aglio, peperoncino, acciughe, concentrato di pomodoro. Si fa soffriggere ed si elimina l'aglio.
L'acqua bolle!!! Si tuffano gli spaghettoni, si tirano giù al dente e si condiscono con l'olio e un po' di acqua di cottura, che si è tenuto da parte. A tavola, servire con abbondante spolverata di mollica tostata.

Accompagnate con un bicchiere di Verdicchio dei Castelli di Jesi o di Falanghina.

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