giovedì 30 aprile 2015

Glamour selfie-chic

Era un soleggiato pomeriggio d'Aprile, lunedì 20 per l'esattezza, e mi aggiravo dopo un pranzo/meeting di lavoro a casa di Eva, nei pressi del Colosseo, in cerca di un buon punto da cui fotografarlo.
Decido di riprenderlo spostandomi verso l'Arco di Costantino, dove inizia la via San Gregorio, incorniciata dagli splendidi cipressi maritimmi che colorano di verde tutta Roma.
Mi apposto a pochi metri dall'Arco e mi accovaccio a terra, in cerca di una buona prospettiva. In momenti del genere, visto che la posizione non è delle più comode, semplicemente preghi affinché nessuno si piazzi davanti alla tua inquadratura o si trattenga incuriosito nel tuo raggio.
Fare una preghiera del genere, a Roma, e più precisamente al Colosseo equivale a chiedere un miracolo. Per cui santa pazienza e via.
Se però all'interno dell'inquadratura subentrano soggetti di un certo tipo, il tutto si fa più interessante e divertente. Ed è ciò che è successo: due simpatiche ragazze afroamericane si sono divertite a farsi dei selfie davanti all'imperiale opera architettonica, aiutandosi con uno di quei fantastici selfie-stick che tanto vanno di moda adesso e con cui tutti i vucumprà si aggirano con aria quasi minacciosa...sì, perché potrebbero benissimo essere un'arma letale.
Per cui eccovi la foto che ne è uscita. Non sarà l'immagine idilliaca che tutti abbiamo di Roma, ma è un attualissimo selfie-chic! (Questo neologismo l'ho coniato sul momento, se esiste già, chiedo venia  a chi di merito per averlo creato, altrimenti mi prendo i diritti d'autore).


mercoledì 29 aprile 2015

martedì 28 aprile 2015

lunedì 27 aprile 2015

Incontro con Palma il Vecchio!


Eccomi. Questa sono io, accanto alla pubblicità per la mostra di Palma il Vecchio, attualmente in corso alla Gamec di Bergamo e aperta fino al 21 Giugno.
Perchè Palma? e perchè si chiama Palma? e perchè Vecchio? e perchè una prima mondiale a Bergamo?
Ve lo spiego domani, ora devo continuare a scrivere un articolo su di lui!

Nel frattempo vi lascio una foto con le mie super amiche Flavia e Coralie, after exhibition! Facce soddisfatte direi ;)



domenica 26 aprile 2015

Il Pranzo della Domenica

Si sa che, nelle migliori famiglie italiane, non è una vera domenica se la mamma matrona non si mette a spignattare dalle 6 del mattino per preparare il gran pranzo del giorno di festa.
La domenica, proprio la domenica? Quando tutto vorresti sentire fuorché il suono di una sveglia!
Ma va bene, sono cose che capirò quando avrò una famiglia e sarò madre.
Io da buona figlia 24enne me ne sono uscita a fare una camminata salutare all'aria aperta con il babbo, e ho lasciato mia madre in preda alla confusione più totale tra tre padelle da tenere sott'occhio e un'aspirapolvere da passare. " Se devi passare l'aspirapolvere, fallo ora, mentre non ci siamo" disse mio padre per evitare, al ritorno, lo stridulo rumore del demoniaco cattura polvere.
Così al rientro troviamo tutto pronto, o quasi. Mossa da generosità, mi sono offerta di tagliare le fragole, il fine pasto stagionale che tanto adoro.
Non usiamo mai mangiare primo e secondo in un sol pasto, per cui oggi è andata così:
Paccheri con melanzane fritte, salsiccia e cipolla in agrodolce. Non so cosa vi possa comunicare, ma per è stata una grande gioia.
Ognuno di questi ingredienti ha a che fare con le origini della mia famiglia e forse per questo i loro sapori mi coinvolgono così tanto...oserei dire, mi commuovono.
La salsiccia è stata importata nel nostro freezer lo scorso 15 marzo, quando i miei zii di Jesi, in provincia di Ancona, sono arrivati con un carico di cibo in occasione della mia laurea. Mia zia jesina è sorella di mia madre, nativa di Castelplanio ma cresciuta  Jesi. "Se l'avessi fatta con la salsiccia di qui, non sarebbe venuta così buona" ha esclamato orgogliosa mia madre.
Le melanzane: un amore nato in Sicilia, splendida e gioviale isola di cui invece è originario mio padre. Cucinate in tutti i modi, le melanzane sono un cibo a cui non potrei mai rinunciare. Alla parmigiana, grigliate, nella caponata, nella pasta alla norma...capite che le mie zie sicule, di Mazara del Vallo, hanno saputo far maturare il mio palato e quello di mia sorella Giulia, in un certo sublim modo.
Così le cipolle e i paccheri, il basilico, la menta e il peperoncino sono tutti ingredienti della nostra tradizione familiare. Se vai a Jesi o a Mazara, quando torni a casa, a Desenzano del Garda città dove sei cresciuta e dove ti aspettano tutti i tuoi cari e amici, sai cosa portare su, sai che con quel cibo, quel prodotto artigianale farai felice qualcuno.
Ma quando invece i cari "di giù" mi chiedono: "Cosa mi porti di tipico da Desenzano?" un profondo silenzio mi rapisce e per spezzarlo mi azzardo a dire "una sbrisolona", sperando non sappiano sia un tipico dolce mantovano!

Tra i giardini di Villa Borghese


Si chiama Pietro Canonica, è lo scultore che ha realizzato il busto di questa giovane donna ed è l'artista a cui è dedicato un piccolo museo gioiello, nascosto tra le vie pedonali dei verdi giardini di Villa Borghese.
1869 è l'anno della sua nascita e gli anni successivi, quella della formazione e della crescita sono quelli dell'Unità d'Italia, un evento che forgerà la morale, l'etica e anche il senso estetico di questo artista. Nativo di Moncalieri (1869) si trasferisce a Torino per frequentare l'Accademia Albertina e poi a Roma nel 1922. Partecipa alle esposizioni universali, si fa conoscere dall'aristocrazia cittadina, diventa senatore a vita nel 1950 e lavora per committenze pubbliche e private. E' chiamato per realizzare busti e ritratti celebrativi, apprezzati perché evocativi della tradizione italiana, la cui identità si andava formando e non poteva che guardare ai valori del passato per configurarsi.

Il museo è un esempio di casa d'artista: all'interno si posso ammirare non solo sculture in marmo e bronzo, ma anche bozzetti e calchi preparatori in gesso. Un vero e proprio atelier dove il visitatore può immergersi in quella che fu non solo una bottega ma anche un luogo dove all'arte, in senso universale, veniva data eterna forma.
E' un luogo contenuto, intimo, silenzioso, un antro nel quale si entra spensieratamente, per curiosità o per interesse mentre si passeggia nei verdeggianti e  quasi pastorali giardini di Villa Borghese. 

Questa particolare scultura, che ho fotografato durante una soleggiata domenica mattina di Aprile, si chiama Rimembranze, è datato al 1916 ed è stato elegantemente forgiato da un blocco unico di marmo. Nei suoi panneggi, nelle sue ciocche ricciolute e nella tenerezza dell'incarnato, questa donna anonima nell'identità ma non nel sentimento, comunica il ricordo, la nostalgia, la rassegnazione, il dolore, forse rimpianti e rimorsi. 

“Scopo dell’artista è quello di studiare il vero nella forma più pura, concentrando in essa il massimo del sentimento”.

Il museo, facente parte dei Musei in Comune di Roma, è ad ingresso gratuito, per cui non si può non visitare!
Insieme a questa scultura se ne possono ammirare molte altre. Ma se siete di Roma o di zone limitrofe, rimandate la vostra visita a fine Agosto, quando una delle sculture più comunicative rientrerà dalla mostra "La grande Guerra", attualmente in corso alle Gallerie d'Italia a Milano.
Non ve ne riporto una fotografia...se ho aguzzato la vostra curiosità la cercherete personalmente!

venerdì 24 aprile 2015

Lauree e fantasia

Sprazzi di vita quotidiana, fotografie di viaggio, cibo e vino, recensioni di film, interessi musicali, riflessioni sulla società (ma anche no, per quello ci sono già mille testate giornalistiche, autorevoli e non).
Blog di una giovane neolaureata disoccupata. Ma perchè non ti sei presa una laurea in Economia invece che in Storia dell'Arte? Non lo sai che con la cultura non si mangia?
Il mio personale modo di rispondere alle scomode domande tipo che mi vengono poste quotidianamente.