Cos'è quell'immagine che hai impostato come sfondo del layout?
Ve la siete posta questa domanda? Se sì, eccovi la risposta, se no...vi beccate lo stesso la storia che vi sto per raccontare.
6,000 sgabelli in legno
Martin-Gropius-Bau, Berlino
3 Aprile 2014 -7 Luglio 2014
E' la sua installazione più grande, occupa 3000 metri quadri, articolati nelle 18 stanze della Berlin Martin-Gropius- Bau ed è stata ideata per questo specifico spazio. Un'opera, dal carattere marcatamente politico e comunicativo. Evidence, nel significato di Prova, dell' estro artistico.
Questi sgabelli provengono dalle dinastie Ming e Quing e sono stati raccolti dai villaggi che occupano il nord della Cina. Un oggetto domestico piuttosto comune e semplice, la cui forma e design, rimane sempre uguale nei secoli. Si dispongono l'uno accanto all'altro quasi a creare un filo comunicativo unico, invariabile e comune a tutti, un filo dal profilo legnoso che consente il dialogo tra individui diversi ma fatti di una medesima sostanza.
Si chiama Ai Weiwei ed è un artista contemporaneo cinese, attivista e designer, la cui carriera artistica e la sua intera vita creativa e non, è altamente limitata dalle oppressive leggi della dittatura cinese. Sono ben poche le opere che non contengono allusioni alla questione "Cina e Occidente".
E' infatti grazie al suo trasferimento a New York che egli ha potuto iniziare attivamente a svolgere e far conoscere la propria arte, ma ha lavorato anche in Cina, dove, durante la sua formazione, tornava periodicamente: la fondazione dell'Archivio delle Arti Cinesi nel 1997 è uno degli eventi più significativi.
Egli non può esporre in alcun museo cinese e a causa di questa "staticità", Ai Weiwei ha deciso di esprimersi nel web, tramite diverse piattaforme social. Il suo blog, aperto nel 2006 è stato costretto a chiudere dalle autorità nel 2009.
Per la sua opposizione al regime è stato tenuto in arresto per 81 giorni, dal 2 aprile al 22 giugno del 2011. E' stato confinato in una località segreta e alcuna notizia è stata mai riportata ai media sulle sue condizioni benché il caso fosse diventato d'interesse mondiale.
A sensibilizzare la causa per la liberazione si sono mossi i principali musei del mondo: alla Tate Modern di Londra che ha ospitato l'installazione "Sunflower seeds" (per approfondire: http://bcove.me/bvocamlr) è stata lanciata una petizione online che richiedeva la revisione dei diritti e la libertà d'espressione in Cina, auspicando l'immediata liberazione dell'artista. Anche l'Italia, attraverso l'Associazione Pulitzer ha raccolto migliaia di firme a favore di Ai Weiwei.
Il 22 giugno, dopo il pagamento di una cauzione , l'artista è stato liberato. Ma da allora gli è stato impedito di espatriare e attualmente è tenuto in osservazione da centinaia di telecamere piazzate nel suo studio, unico luogo in cui è concesso all'artista di creare ed esprimere la propria voce.
Nonostante queste pessime condizioni civili, Ai Weiwei continua a rifiutare questo status quo e si batte quotidianamente attraverso le infinite forme della sua arte concettuale, per la libertà d'espressione, per l'equa partizioni dei poteri governativi e per la democrazia.
Questi sono soli pochi accenni su un artista che meriterebbe una conoscenza più estesa, perché la sua arte parla di attualità, di condizioni contemporanee che hanno invece il sapore di antiche dittature di secoli antichi.
Per saperne di più:


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